Descrizione
il libro
Il Manifesto con cui Piero Gobetti (Torino, 19 giugno 1901 – Parigi, 16 febbraio 1926) apre la sua rivista politica maggiore «La Rivoluzione Liberale» esce nella sua forma originaria il 12 febbraio 1922, l’anno in cui si consumerà il passaggio tragico dall’Italia liberale all’Italia fascista.
Per la prima volta in volumetto autonomo esso è stato pubblicato nel 2014 come primo titolo di questa collana per ricordare la fondazione de «La Rivoluzione Liberale» e la pubblicazione nel 1924 dell’omonimo libro gobettiano.
Questa nuova edizione del Manifesto esce in occasione del Centenario della sua morte e si inserisce nel programma delle iniziative culturali organizzate dal Comitato nazionale per le Celebrazioni della ricorrenza, promosso dal Centro studi Piero Gobetti.
Essa è arricchita da un’introduzione di Roberto Saviano. Come egli scrive, «oggi, in un tempo dominato da slogan, semplificazioni e identità urlate, il Manifesto resta un antidoto. Non invita a scegliere una bandiera, ma a esercitare il giudizio. Non chiede una semplice adesione, ma maturità».
Gobetti vive «non come monumento, bensì come criterio. Finché continuerà a inquietare, significherà che non è stato sconfitto».
l’autore
Piero Gobetti (Torino, 19 giugno 1901- Parigi, 16 febbraio 1926), intellettuale, editore e uomo politico antifascista, teorico della rivoluzione liberale, è uno dei principali esponenti del liberalismo radicale in Italia.
rassegna stampa
Politicamente una parola d’ordine ci affratelli nell’azione e nella lotta: il mito della rivoluzione contro la borghesia si determini, nella sua dialettica storica, come rivoluzione antiburocratica.
Questa formula ha nel nostro pensiero un significato caratteristico che potrà forse diventare l’ideale intorno a cui si organizzerà nei nuovi anni l’attività degli Italiani.
Piero Gobetti
