Giuseppe Bedeschi firma su Il Foglio la recensione di Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce – II – Parerga e Paralipomena di Giancristiano Desiderio (collana Le noci – idee e società).
“Ricchissimo è l’intreccio di motivi, di esperienze, di personaggi, che costituiscono la trama di questo lavoro…”
Giuseppe Bedeschi scrive:
Giancristiano Desiderio, noto e apprezzato studioso di Croce,prosegue la sua minuta e sapiente ricostruzione della biografia del grande pensatore napoletano.
Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce. Il Parerga e il Paraliponema si intitola appunto il suo ultimo libro (Aras Edizioni 392pp..,25€).
Ricchissimo è l’intreccio di motivi, di esperienze, di personaggi, che costituiscono la trama di questo lavoro.
Io mi limiterò qui ad accennare il rapporto Croce-Gentile, sul quale Desiderio da molte notizie, corredate di osservazioni fini e acute.
Dopo molti anni di intensa collaborazione intellettuale fra i due pensatori (iniziata in modo organico nel 1903 con la fondazione della rivista “La Critica”) e di calda amicizia, un dissenso filosofico iniziò a manifestarsi tra loro.
Già in una lettera a Gentile del 26 gennaio 1907, Croce aveva messo in rilievo il punctum dolens: “che cosa volete? io riassumo tutto in una parola: se lo spirito è unità nella distinzione, bisogna tenere alla distinzione non meno che alla unità”.
Era qui l’origine di un dissidio che con il tempo non si sarebbe attenuato, bensì approfondito e aggravato, fino a manifestarsi con forza e drammaticità. (…)
Con l’avvento del fascismo, la rottura fra Croce e Gentile diventerà irrimediabile.
Basta leggere l’ultima lettera che il filosofo napoletano scrisse (in data 24 novembre 1924) al suo ormai ex amico: “Caro Giovanni (…) certo noi da molti anni ci troviamo in un dissidio mentale che peraltro non era da riflettersi nelle nostre relazioni personali. Ma ora se n’è aggiunto un altro di natura pratica e politica (il fascismo), e anzi il primo si è convertito nel secondo (…)
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