Premio A.Monti 2° posto per il saggio su Leo Ferrero.
La quarta edizione del Premio “Augusto Monti” per opere di ambito ligure e piemontese si divide in due sezioni: Sezione E – romanzo o raccolta di racconti editi, in italiano, pubblicati a partire dal 2015.
Di ambito piemontese e ligure e Sezione F – saggio storico, letterario, antropologico, ambientale e sportivo, in italiano, pubblicato a partire dal 2015, di ambito piemontese e ligure.
Considerato un premio meritato Aras Edizioni festeggia il 2° posto ottenuto al Premio A.Monti per il saggio su Leo Ferrero!
Aras Edizioni ha partecipato alla sezione F ottenendo il 2° posto al premio A. Monti con il saggio Leo Ferrero, torinese di Parigi. Un intellettuale tra Italia e Francia in età fascista.
Motivazione
Frutto di una ricerca approfondita, in cui si dimostra una attenzione particolare alla completezza e alla significatività delle fonti.
il saggio di Cristina Trinchero fornisce un quadro efficace della figura e dell’opera di Leo Ferrero
intellettuale e letterato che ha svolto un ruolo di primo piano nella cultura europea del primo trentennio del Novecento.
Con una scrittura scorrevole e un rigore impeccabile
l’autrice chiarisce in modo puntuale il ruolo giocato da questo “mediatore culturale” vicino a Piero Gobetti strenuamente in contrasto con le scelte del regime fascista.
Si rende così ragione del valore di un personaggio non abbastanza conosciuto
la cui formazione cosmopolita e la cui sensibilità verso le novità rilevanti della cultura italiana e francese risultano però radicate nel milieu culturale torinese,
esprimendo l’apertura che gli ambienti intellettuali della città piemontese manifestavano verso i fenomeni più innovativi della cultura nazionale e internazionale.

Il libro
La figura di Leo Ferrero
Il volume vuole far scoprire alla comunità scientifica e al lettore comune interessato alle vicende culturali d’Italia in età fascista la figura di Leo Ferrero (1903- 1933), intellettuale bilingue e “binazionale”, autentico mediatore culturale attivo nell’orbita di Piero Gobetti.
Da Parigi, sede d’esilio volontario, operò nelle redazioni di periodici francesi e italiani.
A lui si deve la cronaca della vita culturale parigina che Ferrero, come Gobetti, auspicava l’Italia ergesse a modello per uno svecchiamento delle lettere e delle arti davvero “europeo”, controcorrente rispetto alle politiche del regime mussoliniano.
A lui i francesi devono la conoscenza e la collaborazione con i cenacoli italiani più innovativi: quello gobettiano a Torino e quello fiorentino di «Solaria».
Il volume esamina la vita, l’opera e soprattutto l’attività di giornalista, critico letterario e teatrale di Ferrero, sullo sfondo degli anni Venti e Trenta, nella sua rete di relazioni e confronti, senza dimenticare la sua identità di scrittore in lingua francese.