Leo Ferrero su la nostra storia Paolo Luca Bernardini firma la recensione di Leo Ferrero, “torinese di Parigi”. Un intellettuale tra Italia e Francia in età fascista di Cristina Trinchero (collana Per la critica – La voce e la scrittura) su La nostra storia del Corriere della Sera.
“Certe vite meravigliosamente intense è meglio forse narrarle dalla fine.
A 29 anni si spegneva una delle figure più mirabili di una generazione che ne aveva davvero dato molte, alla letteratura italiana e francese, delle quali, di entrambe, Leo stava diventando un protagonista.
O forse già lo era.
Che singolare destino, morire tra i deserti del New Mexico per un intellettuale europeo
Che singolare destino, morire tra i deserti del New Mexico per un intellettuale europeo così legato alla tradizione dei Café, delle riviste e dei salotti buoni e borghesi, eccellenti, di Torino e di Firenze.
Ma soprattutto di Parigi, sua patria d’elezione.
Cristina Trinchero ha pubblicato presso Aras un volume diligente e curato, dotato di utilissima bibliografia
Leo Ferrero “torinese di Parigi”, Un intellettuale tra Italia e Francia in età fascista, che ha il merito di utilizzare molte carte inedite nel mare magnum del Nachlass.
(sparso in numerosi archivi italiani e francesi) di Leo, o Léo come più spesso lo si trova scritto, che viene ad aggiornare l’ultima biografia, di Anne Kornfeld, La figura e l’opera di Leo Ferrero, del 1993.
Una vasta, ragionata, definitiva biografia intellettuale di Ferrero ancora manca, e volumi come questo ce la fanno ampiamente desiderare.
(Il testo fa parte della collana Aras «Per la critica – La voce e la scrittura» a cura di Katia Migliori).”
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