‘La nostra fede’ sul Corriere della Sera/Torino. Alessandro Chetta firma la recensione Anche Gobetti odiava gli indifferenti su La nostra fede (collana Gobettiana) sulla pagina di Torino del Corriere della Sera.
Il gobettiano «non può essere morale chi oggi è indifferente» si parifica a quel «odio gli indifferenti» sancito, appunto, dall’intellettuale sardo due anni prima. […] Oggi coi social media l’idea si è ribaltata in una sorta di zero indifferenza/tutti partecipanti (online); come in un frivolo negativo di stampa si tratta però di una corsa individuale, magari guarita dall’ignavia ma che spesso fa somma zero, che s’ammala di ammuìna, disutile o quasi.”
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Cosa si propongono ogni volta i partiti mentendo a sé stessi? «Da opposizione voteremo i progetti di legge della maggioranza che riterremo giusti». Eppure è anche di questa concretezza del fare politico, disattesa, che indirettamente scrisse un Gobetti neanche diciottenne su Energie Nove, la prima rivista. Un teenager, si sarebbe detto oggi, ed è il dato che più superficialmente ammiriamo prima di scorrere questo breve, denso, saggio intitolato «La nostra fede», mai pubblicato in un volumetto autonomo; mancanza a cui supplisce ora Aras, con il decimo titolo della preziosa collana gobettiana, in uscita il 18 febbraio, curato da Giorgio Fontana (in postfazione Pietro Polito ricorda l’anniversario in cifra tonda del 16 marzo 2021: i sessant’anni del Centro studi Piero Gobetti che ha sede nella casa che il giovane divideva con la moglie Ada Prospero in via Fabro 6 a Torino, centrogobetti.it). (…)
Era il maggio 1919; in quei giorni Piero subiva l’invettiva di Togliatti dalle colonne di Ordine Nuovo: «Parassita della cultura» e finanche «idealista gentiliano» (!), salvo retromarciare nel ’31: «Gobetti, un appassionato delle idee e un ingegno originale». (…)