Descrizione
il libro
I testi per l’editoria italiana del secondo Novecento, quarte, risvolti e note editoriali, i cosiddetti paratesti, erano spesso affidati a intellettuali, scrittori a loro volta, che collaboravano con le case editrici in varie forme. L’autonomia e la qualità di questi testi erano tali che si sarebbero potuti presentare senza opera, assegnandoli alla categoria della «letteratura sulla letteratura» ed essere identificati come forme ibride tra letteratura, critica e scrittura al servizio dell’editoria. Il libro, partendo da questioni preliminari come lo stato attuale degli studi sull’editoria e la prassi editoriale, prende in considerazione gli scritti di alcuni tra i collaboratori più significativi, in particolare quelli rivolti alle collane editoriali d’autore: Vittorini, Calasso, Garboli, Manganelli, Debenedetti, Calvino, Sciascia, Borges… Queste figure di editore iperlettore e di letterato editore sono oggi ancora più necessarie, proprio per l’urgenza di filtrare le opere da pubblicare all’interno di un’offerta indistinta e pressoché illimitata.
Nicola Tallarini (Urbino, 1986)
Ha studiato Lettere Moderne presso l’Università «Carlo Bo», l’Università per Stranieri di Perugia, la Universidad de Alcalá e ha conseguito il dottorato di ricerca alla Karl-Franzens-Universität di Graz. Ha partecipato a convegni, seminari e soggiorni di studio all’estero. Attualmente insegna lingua e cultura italiana presso la Alpen-Adria-Universität di Klagenfurt. Tra le sue pubblicazioni si ricordano «Borges lector y prologuista de los autores italianos» in «Verba Hispanica» e «Risvolti e quarte di copertina per le collane d’autore: un genere ibrido tra editoria e letteratura» in «InterArtes».
Quando raggiunge certe vette e vi si riconosce un valore estetico, il paratesto verbale rinuncia alla propria iniziale vocazione e alla propria funzione subordinata ed entra in competizione con l’opera, diventando oggetto letterario degno di essere accompagnato da ulteriori elementi paratestuali.
Nicola Tallarini
