Descrizione
il libro
La rivoluzione digitale ha cambiato tutto e non poteva non cambiare il giornalismo culturale, in modi anche inaspettati, portando crisi e innovazione, smarrimento e apertura, caos e ricchezza.
Negli ultimi quindici anni il nostro modo di relazionarci e informarci è mutato in modo radicale e l’informazione culturale non è stata ovviamente estranea al cambio di paradigma informativo.
È da questi mutamenti in atto che il saggio Cielo e Soldi di Giorgio Zanchini si sviluppa, inaugurando la nuova collana #fgcult – informazione culturale dedicata a comunicazione e cultura, la cui peculiarità è quella di porsi come strumento d’indagine integrativo e complementare al Festival del giornalismo culturale.
l’autore
Giorgio Zanchini (Roma, 1967), è giornalista e saggista. Attualmente conduce Radio Anch’io su Radio- 1Rai e Quante Storie su Rai 3. In passato ha condotto diversi pro- grammi di Radio1 e Radio3. Con Lella Mazzoli dirige il Festival del giornalismo culturale. È vicedirettore della rivista “I diritti dell’uomo”. Tiene lezioni e semi- nari presso Università e scuole di giornalismo. Tra i suoi libri: La radio nella rete (Donzelli, 2017); Leggere, cosa e come (Donzelli, 2016); Infocult (a cura di, Franco Angeli, 2015); Un millimetro in là, intervista a Marino Sinibaldi sulla cultura (Laterza, 2014); Il giornalismo culturale (Carocci, 2013).
rassegna stampa
Letto per voi, di Chiara Ricci, 26 maggio 2020.
L’immaginazione – Il dinosauro di Piero Dorfles, rivista di letteratura, gennaio-febbraio 2020, anno XXXVI.
Leggere tutti – Giornalismo C’era una volta la terza pagina!, di Sergio Auricchio, n. 136 gennaio-febbraio 2020.
Internazionale, 17 gennaio 2020.
Intervista su Radio Radicale, 14 gennaio 2020.
Il Sole 24 Ore, 15 dicembre 2019.
Almanacco della scienza – Mensile a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Media, cultura e la sfida digitale, recensione di Andrea Lombardinilo, 4 dicembre 2019.
Perché questo titolo, perché Cielo e soldi? È il ricordo di una frase, di un’espressione, di parole nelle quali mi sono imbattuto più volte quando tanti anni fa all’Università di Cardiff studiavo il giornalismo culturale britannico. Ricordo in particolare un sag- gio in cui venivano descritte le abitudini del gruppo di Bloomsbury e il loro muoversi sempre sul crinale tra la creazione, l’arte, le grandi opere, e il bisogno quotidiano di sbarcare il lunario, di mettere insieme il pranzo con la cena. E per metterli insieme il giornalismo, e in particolare il giornalismo culturale, non era neppure la più inde- corosa delle fonti. Soldi e cielo.
Giorgio Zanchini
