Urbino Press Award. Dodici anni di giornalismo americano (2006-2017)

11.00 

A cura di Alessandra Calanchi, Maria Messina
anno 2019
120 pp.
ISBN 9788899913670

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IL LIBRO

Non è il Nobel, non è il Pulitzer, non è lo Strega: l’URBINO PRESS AWARD è un premio meno conosciuto ma dall’alto valore culturale e interculturale, tant’è che si muove sul piano internazionale, fra Italia e Stati Uniti. È nato in una piccola città del centro Italia, sede di una delle più antiche università.

I premiati dell’Urbino Press Award a oggi:
Diane Rehm (2006)
Michael Weisskopf (2007)
Martha Raddatz (2008)
Thomas L. Friedman (2009)
David Ignatius (2010)
Helene Cooper (2011)
Sebastian Rotella (2012)
Wolf Blitzer (2013)
Maria Bartiromo (2014)
Gwen Ifill (2015)
Mark Mazzetti (2016)
Sanjay Gupta (2017)

 

Indice

LE CURATRICI

 

Alessandra Calanchi è professore associato di Letteratura e Cultura Angloamericana presso il dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali dell’Università di Urbino Carlo Bo. Si occupa prevalentemente di narrativa ebraico-americana, paesaggio sonoro e crime fiction, prediligendo un approccio interdisciplinare legato agli studi culturali. Il suo ultimo libro si intitola Alieni a stelle e strisce. Marte e i marziani nell’immaginario USA (2015).

 

 

Maria Messina è cultrice della materia di Diritto privato presso la Scuola di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Urbino, membro del Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi sulle Famiglie, Infanzia e Adolescenza. Ha pubblicato articoli di ricerca su siti specializzati e riviste accademiche, tra i quali “Fondi strutturali, l’Ue contro le frodi” e “La legge italiana sulle unioni civili. Riconoscimenti e rischio discriminazioni”.

 

 

2 recensioni per Urbino Press Award. Dodici anni di giornalismo americano (2006-2017)

  1. Arianna Guidi

    L’aspetto che più mi ha colpito leggendo questo libro è stato lo stampo personale degli articoli scritti. Infatti i giornalisti sono protagonisti di situazioni che li portano a cambiare la loro visione del mondo affrontandolo in modo diverso. Uno degli articoli che mi è rimasto impresso è quello di Michael Weisskopf, il quale, in For One Reporter, Embedding Is Journalistic Folly, racconta il suo passaggio da reporter a “integrato”. Mentre si trova a Baghdad per un servizio, perde la mano destra a causa di una granata che gli era stata lanciata contro e di conseguenza viene portato all’ospedale militare. Questa esperienza gli fa capire che la politica di “integrazione”, ben vista dalla stampa, in realtà non è positiva in quanto egli stesso si rende conto di non poter più descrivere in maniera oggettiva i fatti ma prende posizione instaurando un rapporto imprevisto con i soldati combattenti. Concludendo, credo sia interessante leggere la raccolta per conoscere realtà e culture diverse dalla nostra e per essere più informati riguardo a situazioni presenti in altri paesi.

  2. Nunzia Mastrangelo

    Non è il solito libro che troviamo nelle librerie e che siamo soliti acquistare, è un libro diverso in quanto è una raccolta di articoli scritti da importanti giornalisti americani che hanno vinto l’omonimo premio Urbino Press Award dal 2006, anno in cui c’è stata la prima edizione, al 2017. La raccolta di articoli, tradotti in lingua italiana dagli studenti dell’Università di Urbino, è variegata: ci sono articoli che trattano il tema della guerra, altri trattano il tema dell’immigrazione e altri ancora trattano temi di carattere economico e politico. Ciò che ha particolarmente catturato la mia attenzione e mi ha invogliata ancora più a continuare la lettura è la traccia umana e personale presente in ogni articolo. Consiglio vivamente di leggere questo libro per avere una visione più ampia del mondo in cui viviamo, per riflettere sulla realtà che ci circonda e per conoscere l’importanza del premio Urbino Press Award e il legame che ci permette di avere con il giornalismo americano.

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