Ursula Hirschmann Come in una giostra (collana le crinoline) di Marcella Filippa su Il manifesto di giovedì 5 agosto 2021.
Recensione di Giovanna Ferrara

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(…) Ursula Hirschmann ha osservato le cose con uno sguardo europeista, nato nella materialità dell’esilio, in fuga dalla Germania di Hitler, cui la socialdemocrazia non seppe reagire, giudicando, con profonda ottusità, il nazismo come un fenomeno instabile e momentaneo.
Ha dato al fermento politico una postura annoiata dalle gerarchie dei partiti clandestini e dai giochi di potere che sempre ne nascono.
Ha parlato con un alfabeto nuovo, fatto di parole che non conoscono il confine e il limite della tradizione che condiziona.
E che poteva dire meglio cosa nasceva di innocente dalle macerie del fascismo.
Da lei, scrive Luisa Passerini in un inserto del libro, «prende avvio l’intento di pensare una nuova cittadinanza europea che abbia a che fare con lo sradicamento e con l’estensione dei diritti – compresi quelli ai sentimenti e alle affettività queer – nella contemporaneità trasnazionale (…).
Già Rosi Braidotti aveva indicato che, sulla scorta di Ursula Hirshmann, essere europea oggi vuole dire collocarsi dentro le contraddizioni storiche dell’identità europea, nel suo passaggio da esclusiva e gerarchica a molteplice e aperta come si conviene alla nostra epoca diasporica». (…)