La celebrazione del centenario della nascita di Piero Gobetti rappresenta per gli intellettuali, ma non solo, un’occasione per ricordare L’editore Ideale.
Gobetti Editore, cento anni l’antifascismo è cultura
Leggi di seguito alcuni estratti dell’articolo de Il Fatto Quotidiano scritto da Massimo Novelli che trovi qui!
Poco prima di lasciare per sempre Torino per Parigi, nel dicembre del 1925, Piero Gobetti (1901-1926), scriveva allo storico Giustino fortunato:
«Parto per Parigi, dove farò l’editore francese, ossia il mio mestiere che in Italia mi è stato interdetto».
I fascisti glielo avevano impedito dal 18 novembre di quell’anno, quando il questore di Torino lo aveva diffidato «a verbale a cessare da qualsiasi attività editoriale», in considerazione «dell’azione nettamente antinazionale esplicata dal Dott. Piero Gobetti».
Neanche a Parigi l’autore della Rivoluzione Liberale poté proseguire ciò che si era proposto:«un’opera di cultura nel senso del liberalismo europeo e della rivoluzione moderna».
Gobetti morì verso la mezzanotte del 15 febbraio del 1926, dopo che la bronchite da cui era affetto si era aggravata.
Ed è sepolto a Pére Chaise non lontano dal muro che ricorda i Comunardi del 1871. […]
L’attività editoriale di Gobetti fu breve ma folgorante, come la sua esistenza.
Riuscì a pubblicare, mentre il regime mussoliniano si stava consolidando, opere dichiaratamente antifasciste, così come Ossi di Eugenio Montale
Un catalogo che impressiona, dato che Gobetti lo ha messo insieme in pochissimo tempo e che comprende tanto Giovanni Amendola e Luigi Einaudi, quanto Francesco Saverio Nitti, Giuseppe Prezzolini, Guido Dorso, Francesco Saverio Merlino, Gaetano Salvemini, Luigi Salvatorelli, don Luigi Sturzo.
Fino ad Aniante, Cagna, Tommaso Fiore, Missiroli, Enrico Pea, Sapegno, Tilgher e Curzio Malaparte, allora fascistissimo, di cui stampò Italia barbara.
[…]
Gobetti Editore compie cento anni.
Il Centro Studi Piero Gobetti di Torino dedica al centenario una serie di manifestazioni e di iniziative.
Tra questi una nuova edizione di Piero Gobetti. L’editore ideale (Aras Edizioni, a cura di Pietro Polito e Marta Vicari), che ripropone il testo del 1966 uscito con la prefazione di Franco Antonicelli.
Proprio in quella raccolta è presente lo scritto in cui Gobetti spiegò come intendesse il lavoro di editore.
