Descrizione
Pirandello catapultato oltre le soglie del Duemila, ancora desideroso di sperimentare i confini che separano realtà e finzione nell’opera teatrale di una psicoterapeuta tedesca prestata alla drammaturgia.
Frantumare le convenzioni della comunicazione e indagare la contemporaneità attraverso forme più rispondenti al suo rapido evolversi: è questo il senso di Vai a vedere i gorilla. È un esperimento ardito, un funambolismo senza rete, soprattutto da parte dell’autrice-attrice che recita lo sviluppo di un suo ‘caso’.
Con scrittura sicura e indovinati tempi teatrali, Gabriele Freytag ci svela l’altro lato dello specchio. E riesce a raccontarci una storia che smuove emozioni.
Sorprende il continuo accendersi di interesse su due realtà diverse, quella della psicoterapeuta e del suo paziente, validamente interpretato da Claudio Tombini, in un incastro di situazioni che montano e si dissolvono come in un puzzle, di cui sia impossibile la soluzione.
La complessa materia narrativa è ben controllata nella sua drammaticità ‘remota’, interna alla memoria dei protagonisti, che danno vita a un lungo duello di azioni e di parole.
Si tratta di una parabola amara e ironica, struggente e aspra. Nello spettacolo, pieno di sapienza artigianale, lo stile è incisivo e il ritmo alterna pause meditative a riprese scattanti: il che aumenta la magia e alza la temperatura dell’emozione.
I dialoghi sono accompagnati, in modo prevalente e ricco, da una sorta di echeggiamento che li allarga, li allontana e li avvicina contemporaneamente: favorendo, così, una lettura penetrante, duttile, variegata della partitura.
Ci colpisce la capacità di raccontare, attraverso i profili dei due personaggi, una trama di vita fitta: è possibile riconoscere un’autrice che trapassa il mistero della sua quotidianità senza svelarlo mai.

Gabriele Freytag, Nata nel 1956 a Ludwigshafen/Germania ha studiato psicologia e scienze politiche ad Amburgo. Si ha specializzato in psicologia del lavoro (con una promozione sul identità professionale dei psicoterapeuti) e pratica psicoterapia (direzione psicoanalisi) da più di treint’anni, ha lo studio privato, ma le terapie sono pagate dalla mutua (come è possibile in Germania). Ha vissuto anche qualche anno a Berlino per insegnare psicologia alla Freie Universität. Nel 2003 ha comprato una casa a Baciardi sui fianchi del Monte Nerone in provincia di Pesaro-Urbino, dove viene alcune volte nel anno e ha conosciuto molta gente del ambito della cultura. Così inspirata si ha messo a scrivere il suo primo testo per il teatro – in italiano. Era messa in scena in Maggio 2011 a Milano in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera. Cosi si avvera un sogno: portare la psicoterapie sul palco.