La perdita di memoria, l’amnesia, la rimozione sono di fatto alcuni degli espedienti più intriganti della narrativa d’indagine, del thriller, del noir.
Spesso le tensioni dei personaggi si giocano non solo sulla scena del crimine, ma anche successivamente nel chiuso di una stanza
dove un indagato, o un testimone, deve affrontare un lasso di tempo di cui non si ricorda o di cui non vuole ricordare nulla.
Il tema del vuoto di memoria – nelle sue varie espressioni, dall’amnesia alla rimozione alla patologia vera e propria – può legarsi a sintomi da sindrome post-traumatica, ma può anche configurarsi come una strategia – più o meno consapevole, più o meno elaborata – di sopravvivenza o d’inganno.
Sono molti gli scrittori e i registi che si sono cimentati con queste tematiche. Quella che qui presentiamo è dunque, giocoforza, solo una selezione di casi, che però ci sembra possa offrire una panoramica sufficientemente
ampia per analizzare il fenomeno in modo non troppo circoscritto.
Il volume si divide in due parti. Nella prima, intendiamo fornire i presupposti teorici che saranno preziosi per comprendere meglio la seconda: in particolare il contributo di Elena Acquarini e Carmen Belacchi propone un’approfondita analisi psicologica e psicoanalitica, mentre i due saggi successivi (rispettivamente di Chiara Gabrielli e Silvia Morrone) si collocano sul versante legale-giuridico. Entrambe le tipologie di indagine
contengono anche illustrazioni pratiche, facendo comprendere bene alla lettrice e al lettore la terminologia e la sintassi specifiche dei casi in esame….

Il libro
La perdita di memoria, l’amnesia, la rimozione sono di fatto alcuni degli espedienti più intriganti della narrativa d’indagine, del thriller, del noir.
Spesso le tensioni dei personaggi si giocano non solo sulla scena del crimine, ma anche successivamente nel chiuso di una stanza. Dove un indagato, o un testimone, deve affrontare un lasso di tempo di cui non si ricorda o di cui non vuole ricordare nulla.
Il tema del vuoto di memoria – nelle sue varie espressioni, dall’amnesia alla rimozione alla patologia vera e propria – può legarsi a sintomi da sindrome post-traumatica, ma può anche configurarsi come una strategia – più o meno consapevole, più o meno elaborata – di sopravvivenza o d’inganno.
Sono molti gli scrittori e i registi che si sono cimentati con queste tematiche. Attraverso una selezione di casi, da Alfred Hitchcock ad Agata Christie, dallo smemorato di Collegno di Sciascia a La versione di Barney di Richler, e altri ancora, si offre una panoramica sufficientemente ampia per analizzare il fenomeno.
“Ognuno di noi ha un’ombra. Meno questa è incorporata nella vita conscia dell’individuo, tanto più è nera e densa.” Carl Gustav Jung