Caserma Paolini. Luogo, uomini e memoria del 94° Reggimento Fanteria

22.00 

di Raffaella Manna
prefazione di Stefano Pivato
anno 2026
#21 I volti di Clio
pp. 320
ISBN 9791282096157

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Descrizione

il libro

 Nel cuore di Fano, tra viale Gramsci e via Palazzi, si erge un complesso che per oltre un secolo ha segnato la storia e la vita della città: la Caserma Paolini. Edificata nei primi anni del Novecento come sede di fanteria, la struttura nacque in un’epoca in cui il Regno d’Italia stava rafforzando la propria organizzazione militare, collocando in ogni città di provincia presidi stabili. L’edificio, completato nel 1908, rappresentava già allora una presenza monumentale: massiccio, ordinato, simbolo della disciplina e del rigore militare. 

Questo saggio si propone quindi di ricostruire la vicenda della caserma e del suo reggimento, fatto di uomini e di relazioni, collocandola nel più ampio contesto della storia di Fano e di quella nazionale e internazionale tra Ottocento e Novecento. Attraverso documenti, ricordi, diari privati e analisi architettoniche, si intende restituire un quadro d’insieme che permetta di riconoscere nella caserma non solo un edificio, ma un simbolo della memoria collettiva e della trasformazione storica della città.

Con la progressiva dismissione delle funzioni militari, oggi l’edificio ha assunto un nuovo valore. Non più testimonianza di un passato istituzionale, ma risorsa culturale e architettonica da comprendere, tutelare e reinterpretare. 

l’autrice

Raffella Manna, laureata in Conservazione dei Beni Culturali, bibliotecaria in biblioteche pubbliche e private della provincia di Pesaro e Urbino, è attiva nel recupero e nella valorizzazione di fondi librari antichi e nella gestione del patrimonio librario moderno. 

Ha insegnato per vent’anni materie letterarie e storia dell’arte in una scuola privata. Da sempre appassionata di storia locale, è autrice di diversi libri legati al territorio. Con Aras Edizioni ha pubblicato Dall’Ospizio Marino alla Colonia Tonini: Storia di due benefiche istituzioni di Fano (2024), prefazione di Stefano Pivato.

 La guerra, questo immane cataclisma di tutte le umane cupidigie, ha dimostrato che l’umanità corre verso il precipizio ed è capace di offrire il più vergognoso spettacolo d’incoscienza e di aberrazione, ribellandosi alle autorità spirituali e terrene, che raffrenano, nei loro rapporti morali e materiali, gli appetiti smodati e criminosi dei popoli*.

*Ivi, p. 111

 

 

Carissimo D. Giuseppe,

Sono trascorsi quasi quattro mesi dal giorno che lasciai Fano per la zona di guerra, e fino ad oggi sono stato sempre in prima linea. Il freddo, la neve tutte le altre sofferenze ho saputo sopportare con cristiana rassegnazione. Lei, caro D. Giuseppe resterà forse sorpreso, come io, che mai, ebbi ad accennarle nelle mie cartoline, simili cose, questa volta invece le parlo di freddo, di neve, di sofferenze, Le dirò il perché *.

*Ivi, p. 116

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