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Se muore il becchino

10.00  8.50 

Anna D’Alberto
anno 2017
#2 Stile Rana
108 pp.
ISBN 9788899913267

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IL LIBRO

Può un agognato posto fisso trasformarsi in un incubo? Può la notte di Halloween allungare le sue ombre molto oltre il suo spazio sul calendario? Di certo Lupo deve tribolare con un intero bestiario di utenti, che gli invadono il minuscolo ufficio a tutte le ore: tombe usurpate, lapidi pericolanti, loculi non pagati, salme scambiate, minacce di denuncia e vedove in lacrime non scalfiscono tuttavia il suo buon umore.

Intervista con la morte

Anteprima

L'AUTRICE

Anna D’Alberto è nata nel 1975 a Cagliari. A fianco a studi e professione ha sempre coltivato la sua passione per la pittura, i fumetti e la scrittura. Ha all’attivo la pubblicazione della storia autoconclusiva a fumetti Il popolo di Urce, da lei scritta e disegnata, presentata al Lucca Comics 2010 all’interno del numero zero della rivista autoprodotta «Taboo». Nata sotto il segno dei pesci, il nuoto è il suo sport prediletto, e lo stile rana è quello che le viene più naturale. Oggi vive e lavora in Norvegia come project manager.

RASSEGNA STAMPA

Recensione – Se muore il becchino di Anna D’Alberto, L’Unione Sarda, 20 ottobre 2018

Recensione – Se muore il becchino di Anna D’Alberto, Just a Girl looking for Beauty, 10 ottobre 2018

Recensione – Se muore il becchino di Anna D’Alberto, Androide Clandestina – Il blog di Fantascienza che va oltre la fantascienza, 25 luglio 2018

Bologna, libri, se muore il becchino non resta che ridere. Il romanzo di Anna D’Alberto viene presentato a Bologna il 9 marzo al Black Cat Pub, Il Resto del Carlino, 4 marzo 2018.

9 recensioni per Se muore il becchino

  1. Danys Orrù Serri

    una lettura fresca, familiare, a tratti divertente, a tratti inquietante e al tempo stesso profonda e filosofica, in grado di affrontare in modo straordinariamente immediato problemi incancreniti della nostra società a partire dal suo taboo più spudorato: la morte.
    Grazie, Anna, per la tua opera! Non mancheremo alla presentazione!

  2. Laura Costantini

    Da come sistemano i morti, capire come vivono i vivi

    #Ticonsiglio1libro
    #Ioleggoitaliano
    #Ioleggodifferente
    #Iconsiglidizg

    “Se muore il becchino” Anna D’Albert è una lettura veloce, piacevole, divertente. Di quel divertimento con un pizzico di macabro che richiama i paesi del nord. Cosa succede a un geologo che accetta di sostituire il becchino nel cimitero di un piccolo paese? Beh, intanto stringe amicizia con la Morte, anzi, con una morte. Cui piace Star Wars, i mantelli e le spade laser. Un morte bambina con grandi occhi azzurri e una saggezza anziana. Il geologo pensa di essere pazzo, chi non lo penserebbe? Poi scopre che i pazzi sono gli utenti. Non i morti, i parenti dei morti. Per i quali è importante la posizione, l’imponenza, la ricchezza delle tombe. E il cimitero diventa metafora di ciò che siamo. Un suggerimento mi ha colpito in questo romanzo breve in formato pamphlet: guardate i cimiteri. Da come sistemati i morti, capirete i vivi.
    Consigliato!

  3. Andrea B.

    Quando un romanzo, una storia, un libro si legge tutto d’un fiato?…Che dire: geniale, si potrebbe realizzare un film tanto è accattivante la trama. Già dall’inizio ti coinvolge e vuoi scoprire come vada a finire ed è questa la sua forza, incuriosisce, fa ridere, fa riflettere e se si sta attenti, tra le righe, si scoprono le nostre insicurezze, le nostre paure, i nostri “scheletri” nell’armadio e i nostri sogni nel cassetto!!! Bravissima l’autrice Anna D’Alberto, fantasiosa, ironica, insomma Fantastica. Non so se ha usato qualcosa di autobiografico ma in qualche spunto è come se avesse voluto lanciare dei messaggi partendo da esperienze passate, potrei sbagliarmi…..Le Auguro di aver successo e di continuare su questa strada ma un risultato l’ha già ottenuto: ciò che ha scritto è già ” un segno durevole su questa terra”!!! Consigliatissimo!!!!!!

  4. Lettore

    Da leggere e regalare
    30 dicembre 2017
    Un libro carinissimo, leggero e scorrevole, romantico e simpatico, con alcune piccole perle: la morte con la sciarpa della juve rimarrà sempre nel mio cuore.

  5. cliente Amazon

    Divertimento dark da gustare fino all’ultima pagina

    Un piccolo comune sardo, un ingegnere alle prese con l’organizzazione del cimitero, proprio quando il becchino, unico custode di quel caos, sembra volersene andare all’altro mondo. La morte è una bambina mascherata e si dimostra più rassicurante della burocrazia, più sicura dei dubbi esistenziali che affliggono l’ingegnere. La prosa scorrevole di Anna D’Alberto accompagna il lettore con una scrittura ironica e pungente in un mondo così paradossale da confondersi con la realtà, tra paure, grandi passi e incontri inevitabili. Un viaggio divertente, pagine che vorresti si prolungassero, un finale inatteso che lascia la voglia di continuare, perché la fine non è che un nuovo inizio. Consigliatissimo!

  6. Claudia

    Questo romanzo è un “dono”… già dalle prime pagine ho capito che sarebbe stato un continuo divenire di piacevoli sorprese… parola dopo parola, riga dopo riga c’è un significato che ha la forma di un suono, di un colore, di un sentimento all’interno di una cornice che è la vita o… la morte …perché “Se muore il becchino” non è soltanto un libro incredibilmente ironico, che rende l’idea di quanto possano essere distanti le preoccupazioni degli abitanti di un piccolo paese dalla realtà in cui si imbattono molti giovani, ma è soprattutto un libro saggio che fa riflettere su come l’imparare ad accettare l’idea della morte quale parte della vita si affianca alla consapevolezza di se stessi che spinge qualcuno ad andare oltre… soprattutto quando quest’oltre porta con se una famiglia di Lupi…

  7. Luigi

    “…qui è un normalissimo nome d’uomo, non di animale”
    30 novembre 2017
    Un libro fuori dagli schemi ordinari, che ti coinvolge e si fa leggere tutto d’ un fiato…pagina dopo pagina è pieno di piacevoli sorprese…ironico ma decisamente saggio…spinto da un esigenza di andare oltre…e chi più di un Lupo può esserlo?

  8. Augusto

    Ho iniziato la lettura di “Se muore il becchino” con l’intento di leggerne solo alcune pagine per valutarne la consistenza, invece, sempre più incuriosito sono arrivato velocemente all’ultima pagina senza accorgermene. Nel testo, ben organizzato e con una scrittura scorrevole, alcune scene di vita di un piccolo borgo di altri tempi, con difetti e beghe campanilistiche che serpeggiano comicamente qua e là, si intrecciano con la trovata fantasiosa e originale della “Morticia”, che paradossalmente conferisce un tocco di movimento e di leggerezza in un contesto cimiteriale desolante. Romanzo davvero sorprendente.

  9. Marianna

    Il libro l’ho letto tutto d’un fiato divertendomi molto. Il racconto, che ha una vena di horror e alcuni interessanti rimandi letterari ,cinematografici e musicali, è piacevole e originale grazie anche a due livelli di umorismo, uno linguistico, legato alla scelta, azzeccatissima, dei nomi, tutti di animali, attribuiti ai vari personaggi, l’altro che coinvolge la trama, con le vicende, vere e inquietanti, che accadono all’interno di una piccola comunità, dove vanno in scena uomini e donne di varia umanità con le loro fragilità e miserie tragicamente comiche. Un racconto intenso, snello e ben scritto, dove realtà e fantasia, storie vere e delicati dialoghi sovrannaturali con la Morte, viaggiano sempre di pari passo, intrecciandosi e saldandosi perfettamente.

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