Sarà per un’altra volta

14.00 

Sergio Di Cori Modigliani
anno 2019
#5 Stile Rana
218 pp.
ISBN 97888999135649

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IL LIBRO

Dopo poco tempo che questo libro fu pubblicato nel ’78 l’autore e l’editore Savelli vengono denunciati per oltraggio al pudore, oscenità, incitamento alla rivolta, insulto e denigrazione della morale corrente.
Nel ‘79 il libro è censurato.
Oggi, a 40 anni di distanza, quelle pagine ingiallite dal tempo tornano fresche con questa nuova e fedele edizione, nella duplice lettura del romanzo e del documento storico.

“Davide Spizzichino, laureato e disoccupato, è alla disperata ricerca della sua identità, compiendo un tragico viaggio nella quotidianità di una Roma devastata dalla violenza, dall’impossibilità dei rapporti, dalla mancata comunicazione umana, nel folle tentativo di approdare a un’identità che non sia soltanto sopravvivenza. […]
E se […] questa maledetta società non cambierà oggi, beh … ‘se sapremo ribellarci con tutta la nostra rabbia… sarà per un’altra volta’.”  [dalla quarta di copertina dell’edizione del 1978].

Anteprima

L'AUTORE

Sergio Di Cori Modigliani nasce  a Buenos Aires, a 13 anni si trasferisce in Italia dove si laurea in filosofia alla Sapienza di Roma.
Inizia l’attività giornalistica come critico teatrale al «Corriere della Sera». Negli anni’80, si trasferisce in California dove lavora per 20 anni come corrispondente da Hollywood per diverse testate italiane, e come sceneggiatore per produzioni americane. Nel 2011, ritornato in Italia, ha aperto il blog “Libero Pensiero: la casa degli italiani esuli in patria”. Vive a Roma.

 

RASSEGNA STAMPA

“Sarà per un’altra volta” di Sergio Di Cori Modigliani, di Virginia Villa, Leggi Indipendente, 26 luglio 2019.

“Sarà per un’altra volta” di Sergio Di Cori Modigliani – intervista all’autore, Books and the city, VivereFano, 11 maggio 2019.

1 recensione per Sarà per un’altra volta

  1. Anna Maria Crespi

    Non saprei spiegarne bene il perché (non credo di essere molto lucida al riguardo..), ma sebbene abbia approfondito numerose letture (in verità più che altro utili per il mio lavoro: saggi di psicologia o scientifici), da parecchi anni (decenni) provo difficoltà nell’accostarmi ai romanzi, siano essi classici o contemporanei. Quindi, nonostante segua quasi sempre con interesse i tuoi articoli sui Social e ammiri assai il tuo stile di scrittura, dopo averti promesso di leggere “Sarà per un’altra volta” mi sono in realtà avvicinata al tuo romanzo con una certa titubanza/perplessità e ti confesso che avevo quasi l’intenzione di applicare uno “speed reading” del tipo che ultimamente sono solita riservare al “genere romanzo”. Invece poi ho deciso di dedicare al tuo testo gran parte della mia breve vacanza in Sardegna, certa che il relax di questi giorni avrebbe favorito il mio “compito” e probabilmente così è stato, ma alla fine la lettura è risultata tutt’altro che “speed”!! Al contrario ha imperiosamente e sorprendentemente preteso (e naturalmente ottenuto) la mia concentrazione, è stata da me meditata, a tratti persino sofferta, sempre vissuta intensamente nel suo suscitare emozioni prorompenti legate alla mia storia e al mio passato. Di certo – lo ammetto – non mi ha lasciata indifferente! Inoltre una serie di “coincidenze” si sono per così dire materializzate tra ció che ho vissuto in questi ultimi giorni e il tuo racconto. Difficile sarebbe raccontarle qui, probabilmente ci vorrebbe un altro libro.. ma vorrei farti sinceri complimenti per la tua scrittura. Credo tu sia un grande scrittore, che merita fama e diffusione. So che non è affatto facile riuscire a scrivere come te, con quel “trasporto”, su questi argomenti (che, oltre che inconsueti, percepisco tanto autobiografici..) e con “stile”, cioè personalità, eleganza, grazia, poesia, come tu fai. Il tuo modo di scrivere, le tue scelte, sono interessanti. Razionalmente parlando (e sottolineo: razionalmente..) credo che leggendoti sia impossibile non avvertire uno sfondo di potente malinconia (non esattamente nostalgia, forse più rabbia..) nel constatare quante ricchezze morali, di creatività e di empatia, e quante risorse umane siano andate sprecate da quegli anni in poi. Avrebbero meritato di venire tutelate invece, accudite, protette e fatte crescere. Erano preziose.. Se invece si leggono queste righe (come ho fatto io) rilassandosi e lasciandosi andare all’irrazionalità delle sensazioni, alle emozioni e soprattutto ai ricordi (tuttora vivissimi) di quegli anni, allora le cose cambiano. Negli anni 70 vivevamo i vari eventi e accadimenti naturalmente senza la consapevolezza della loro “portata fondante” di tutta la nostra esistenza futura. Ma proprio per questo oggi qualcosa di magico può accadere. Eravamo allora ignari di ciò che ricevevamo dalla vita, ma oggi al contrario riusciamo a comprendere, possiamo “vedere”. Come in un libro del vecchio amico Castaneda, o nei da te citati i ‘Ching noi siamo stati “iniziati” a qualcosa di invisibile, d’impalpabile, abbiamo attinto a una sensibilità che forse è diventata, a tratti, sensitività. Credo dunque che Davide Spizzichino possa essere considerato un eroe sincero, al contempo semplice ed emblematico, che indica l’affascinante (e interminabile) strada della complessità dell’esistenza, dell’infinita curiosità, dell’eterna elaborazione del tema umano. Come perfettamente confermato dal coinvolgente “finale in crescendo” direi che quella strada possa essere riconosciuta quale arte, poesia. Musica, danza, bellezza, catarsi, immaginazione, sogno. La varietà di ció che spontaneamente (e forse misteriosamente, in quanto sfugge al nostro controllo) emerge e che può restituirci (come pregnanza, sorpresa, inesauribilità) proprio ciò che sembrava perduto (e che perduto non è). Così è stato per me vivere il tuo libro, pulsante e commovente. Ricordarmi di questo grande dono. Insomma è un libro che “smuove”…

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