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Parole in musica. Voci dai margini in John Gay e Bertold Brecht

25.00  21.25 

Maria Elisa Montironi
anno 2018
#5 Rewind
360 pp.
ISBN 9788899913045

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IL LIBRO

The Beggar’s Opera (1728) di John Gay e Die Dreigroschenoper (1928) di Bertolt Brecht – con musiche di Christoph Pepush e Kurt Weill rispettivamente – sono grandi successi che hanno regalato ai loro autori notorietà a livello mondiale. Pur richiamando il genere operistico nel titolo, questi testi si configurano come anti-opere, essendo commedie in cui il dialogo parlato ha frequenti escursioni nel canto e dando voce a ladri, banditi e prostitute, vale a dire a coloro che agiscono ai margini della società. Accomunate dallo spirito rivoluzionario contro le ingiustizie sociali e dal proporre un teatro che è strumento euristico e di emancipazione, soprattutto attraverso le canzoni, le due opere hanno attratto pubblico e critica sin dalla loro nascita. Questo studio intende focalizzare l’attenzione sulle parole in musica delle due anti-opere per metterne in luce le caratteristiche letterarie e retoriche, e analizzare i significati derivanti dalla relazione tra i testi e le melodie che li accompagnano. L’analisi proposta pone l’accento sulle molteplici funzioni delle canzoni nel contesto dell’opera in cui si trovano e sull’influenza che l’uso della musica nell’opera di Gay ha avuto nelle teorie teatrali di Brecht.

Indice

L'AUTRICE

Maria Elisa Montironi è dottore di ricerca in Studi Interculturali Europei. Si è occupata di letteratura drammatica inglese, della ‘afterlife’ delle opere di Shakespeare e delle riscritture brechtiane di classici, in particolare di testi drammatici inglesi. Tra le sue pubblicazioni si ricordano i volumi Riscritture tedesche del Coriolanus di Shakespeare (1609-1951). Ricezione politica e politica della ricezione (Peter Lang 2013) e Women upon Women in Contemporary British Drama (2000-2017) (Königshausen & Neumann 2018).

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