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L’actio iniuriarum noxalis. Su alcune peculiarità della condanna nossale

19.00  16.15 

Giovanni Brandi Cordasco Salmena  
anno 2012
#10 Collegio dei Dottori 1506
210 pp.
ISBN 9788896378779

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IL LIBRO

Muovendo da considerazioni quasi esclusivamente esegetiche, il presente studio pone a fondamento di una diversa ricostruzione dell’abbandono nossale, rispetto a quella proposta dalla dottrina successiva al Biondi, l’ipotesi che sia il filius che il servus, nel compiere un atto illecito, possano rimanere obbligati civiliter ex delicto. Ne consegue il riconoscimento di una responsabilità personale che potrebbe condurre ad una condanna confortata dall’antica vendetta, essendo l’actio noxalis strutturata come una vindicatio del colpevole. In pratica l’antica consegna dell’autore dell’illecito alla vendetta dell’offeso (che è intuibilmente la primordiale conseguenza di un delitto) è divenuta in epoca storica un’azione giudiziaria vera e propria. Qualora non voglia liberarsi con la dazione a nossa, il pater dominus non sarà condannato sulla base di una responsabilità diretta verso il danneggiato ma in ragione ed in funzione di una responsabilità indiretta: in ragione ed in funzione del rapporto potestativo con il sottoposto.
Nella consueta alternativa accordata all’avente potestà si inserisce con peculiarità sue proprie il regime ulteriormente sanzionatorio dell’actio iniuriarum noxalis, il quale prevede la singolarissima pena della verberatio qualora il delitto del sottoposto integri l’iniuria commessa dal servus. L’analisi di D. 47.10.17.4-6 sia pure attraverso una forma pesantemente corrotta, porta l’Autore a sostenere la sostanziale classicità dei contenuti riferiti ad Ulpiano e quindi a ricostruire il complicato meccanismo dell’azione secondo criteri di efficacia ed operatività di un particolare schema esplicativo, capace di rendere giustizia alla vittima del delitto attraverso una gamma composita di soluzioni le quali si atteggiano diversamente a seconda dei tempi processuali in cui vengono a maturare.
L’esame combinato delle testimonianze raccolte dalla Tabula Heracleensis, dal Fragmentum Atestinum e dalle Tabulae Irnitanae che testimoniano l’agere noxaliter per l’epoca preadrianea, sebbene in considerazione della diversa stratificazione dei materiali cui si attinge e della ipotizzabile difficoltà degli archetipi, conforta, fosse anche solo come argomento al contrario e nel silenzio delle stesse, l’emergere a partire da un determinato periodo della possibilità del dominus dello schiavo colpevole di accordarsi con la vittima dell’iniuria relativamente alla quale viene meno qualsiasi possibilità di ricorrere al normale procedimento nossale.

Indice

 

L'AUTORE

Giovanni Brandi Cordasco Salmena  è allievo di Anna Maria Giomaro, con cui si è laureato summa cum laude nel 1994 (Problematiche garantistiche in rapporto alle procedure fallimentari romane classiche: origini, funzioni e riti della bonorum venditio). Assegnista, Dottore di ricerca e Docente di Magna Grecia e di Diritto romano ellenistico, afferisce al Dipartimento di Scienze Giuridiche “Collegio dei dottori 1506” dell’Università di Urbino “Carlo Bo”. Colloca i suoi studi nella tradizione del suo Maestro, volta, per la gran parte, alla ricerca del significato storico e sociale del diritto nella sua continua aderenza alla realtà quotidiana ed alla prassi; Le ξυμμαχίαι egemoniali come modello di relazione diplomatica, in Calabria Letteraria (2012), cui associa una basilare attenzione verso il sistema processuale romano. Ed ancora verso il processo muovono le sue riflessioni sulla nossalità romana quale caratteristica propria delle azioni penali, maturate, nel celebre corso di dottorato sulle obbligazioni tenuto dall’Università Magna Graecia di Catanzaro e nelle attività delle Università di Amburgo, Münster e del Leopold Wenger Institut für Rechtsgeschichte di Monaco. Né gli risulta estranea una vivace curiosità per le diverse espressioni del vivere civile nel mondo antico.

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