Sale!

Il tesoro degli ashanti. Viaggio in Ghana

13.00  11.05 

Francesca Giommi
anno 2017
#6 Le valigie di Chatwin
154 pp.
ISBN 9788899913205

Pagina Facebook

Acquista versione PDF

Compara
CONDIVIDI SU:

IL LIBRO

In un torrido pomeriggio di fine luglio, Isabel parte dall’aeroporto di Bologna con la sua treccia color miele, lo zaino in spalla e l’inseparabile Rough Guide per il tanto sognato viaggio di laurea, destinazione Ghana, Africa occidentale. L’avventura che la attende ridefinirà le confuse idee accumulate durante gli anni di studio sul continente africano e i suoi abitanti, facendole attraversare l’intero paese su scassati tro-tro e travolgendola in un turbinio di suoni e colori, sapori e odori. Nel giorno dell’Emancipazione, tra l’euforia generale dei festeggiamenti, Isabel ritrova John, compagno americano dei tempi del college, sorridente e statuario nel suo abito ashanti tradizionale, che la condurrà per mano in una serie di indimenticabili incontri ed esperienze, risvegliando sopite emozioni…

Prefazione della prof.ssa Itala Vivan una delle massime esperte italiane di letterature africane e studiosa della produzione culturale dell’Africa, postfazione di Pap Khouma scrittore senegalese.

Anteprima

Un piccolo assaggio della presentazione romana, Libreria Griot, 11 febbraio 2018.

L'AUTRICE

Francesca Giommi, dottore di Ricerca in letterature postcoloniali, africane e di migrazione, ha pubblicato saggi, interviste e recensioni in volumi, miscellanee e riviste nazionali e internazionali, è autrice di una monografia sulla letteratura Black British e collabora con L’Indice, Il Tolomeo e Il Manifesto. Viaggiatrice e lettrice appassionata, ama girare il mondo, ascoltarne le voci, ammirarne i volti, gli usi e i costumi e raccontarne piccoli frammenti. Attualmente vive e lavora come guida turistica nel Montefeltro, all’estremità nord delle Marche, tra le dolci colline dei duchi di Urbino, le vestigia romane dell’antica Consolare Flaminia e le falesie del Parco Naturale San Bartolo, narrando le meraviglie del suo “angolo di mondo”.

RASSEGNA STAMPA

BOOKS AND THE CITY – “Il tesoro degli ashanti”, intervista alla scrittrice Francesca Giommi, Vivere Fano, 19 giugno 2018.

Giommi presenta “Il tesoro degli Ashanti”, Corriere di Romagna, 31 luglio 2017.

Francesca Giommi oggi a Fano con il suo “tesoro”, Corriere Adriatico, 26 luglio 2017.

Il tesoro degli ashanti, Nigrizia. Il mensile dell’Africa e del mondo nero, 11, novembre 2017.

Trekking letterario sabato al San Bartolo, Corriere Adriatico, 5 settembre 2017.

Il tesoro degli ashanti di Francesca Giommi, Africa. missione e cultura, febbraio 2018.

Il club dei “divoratori” di libri. San Giovanni Marignano ritorna il gruppo di lettura, Il Resto del Carlino, 17 ottobre 2017.

Un diario sentimentale da sfogliare nella terra degli Ashanti di Arianna di Genova, Il Manifesto, 21 ottobre 2017.

Il libro. Casa della poesia: Francesca Giommi racconta l’Africa e i suoi tesori, Il Resto del Carlino, 22 agosto 2017.

Il tesoro degli ashanti, di Francesca Giommi, di Pier Maria Mazzola, Africarivista.it, 5 marzo 2018.

“Imbarco Immediato” – RAI Radio 1 , intervento di Francesca Giommi dedicato alle donne viaggiatrici, 4 agosto 2018.

Il tesoro degli ashanti di Francesca Giommi, Uno e Dintorni. Il mensile di Ravenna, ottobre 2018.

 

4 recensioni per Il tesoro degli ashanti. Viaggio in Ghana

  1. Marcello Pesarini

    “Invece di Ibiza, Santorini e Majorca io vado in Ghana” La ribellione ai consueti divertimenti programmati, quelli che non scuotono le coscienze, per Isabel è l’estensione degli studi compiuti a York, Inghilterra. QUALCUNO protesterà per questa sua scelta, ma lei andrà.
    Qui si svela a poco a poco il tesoro degli ashanti, popolo che ha regnato nei secoli scorsi sul paese tristemente noto per il commercio di schiavi: l’umanità. Isabel compie i suoi primi passi non come turista ma come un bambino che scopre la sabbia al mare, un gatto che esplora il giardino, passando dalla dolcezza all’assalto ad una lucertola, come una acquirente in un bazar che non vuole possedere tutto, ma si chiede perché sono esposte quelle merci.
    La sua circospezione nata dal rispetto di un mondo che non è più vergine ma è lontano dall’Europa, le permette di essere invitata dai suoi nuovi concittadini nelle case, nei negozi per turisti acculturati, nelle celebrazioni storiche. Qui arriva l’uragano John, senza pioggia ma con molti sconvolgimenti in lei.
    Lo studente di York è diventato un africano back home, tutto orgoglioso dei suoi abiti tipici e del suo impegno in un’ONG (diremmo noi) che esperimenta, assieme ad altre, nuove coltivazioni meno invadenti e monotematiche, salute dei fiumi e quant’altro possa riparare ciò che gli occidentali hanno insegnato agli africani per il loro sviluppo.
    La riscoperta assieme a John dei movimenti pan-africani, del terzomondismo, ci mostra un profondo rispetto per i primi tentativi di indipendenza non solo formale del continente. Non c’è rimpianto per qualcosa che in parte è fallito, quanto desiderio di imparare e riprendere, anche se la differenza fra chi abita nel continente ed ha imparato a fare i suoi conti con precarietà e povertà, e chi ci va pur per qualche anno ancora si sente.
    Non è così nei momenti di abbandono, nelle veglie funebri che Isabel ascolta di notte dalla sua stanza d’albergo, nell’incontro col venditore dei suoi stessi dipinti che non conosce appieno la sua storia, o con l’ecologista italiano stregato dall’Africa e dagli stravolgimenti attuati negli anni ‘60 sul territorio e sugli abitanti
    Isabel è affascinante, ed apre molte porte col suo sorriso, ma non ne approfitta mai.
    142 pagine, 4 testi di Bob Marley, Leopold Senghor, Langton Hughes, prefazione di Itala Vivian, post fazione di Pap Khouma, illustrazioni in nero progetto grafico di Aras Edizioni, potrebbe essere il primo capitolo della storia di Isabel sulla Terra.

  2. Valentina Antonielli

    Isabel ti trasporta in una terra lontana, piena di sapori, colori, rumori e volti nuovi. Tutto sembra così diverso ma sorprendentemente simile: le persone, i luoghi, le emozioni. Ti sembra un po’ di averle vissute anche a te, di essere salita su un trò-trò, di aver assaggiato una specie di zuppa dalla quale spunta un occhio di un animale non bene identificato e di aver visitato i luoghi di memoria della schiavitù, avvertendo tutto il dolore e la violenza di cui sono stati e sono ancora prove concrete, testimoni.

    Insomma ti viene voglia di fare le valigie e partire subito alla scoperta del Ghana!

    Grazie Francesca!

  3. Francesco

    Obroni a kwaaba! Basta aprire “Il tesoro degli Ashanti” di Francesca Giommi per ritrovarsi d’improvviso in viaggio con Isabel nel cuore dell’Africa, alla scoperta dei luoghi e della cultura degli Ashanti, un antico gruppo etnico del Ghana. La curiosità e la voglia di esplorare portano la giovane protagonista a visitare città e centri abitati praticamente sconosciuti eppure così sorprendentemente ricchi di storia, preferendo viaggiare sui “tro-tro” utilizzati dalla gente del luogo, sorta di vecchi autobus cadenti sempre strapieni di viaggiatori e strumento prezioso per osservare da vicino usi e costumi locali. Isabel affronta questa esperienza africana con una positività e un candore commoventi e con la massima apertura mentale, animata da entusiamo e desiderio sincero di avvicinarsi a un mondo nuovo, senza pregiudizi, preferendolo ad alternative di viaggio prevedibili, preconfezionate e di più facile portata. Le informazioni di carattere storico, culturale, letterario e linguistico disseminate per tutto il libro ci regalano l’opportunità di imparare a nostra volta qualcosa di più sul Ghana e sull’Africa in generale, di cui noi “occidentali” tendiamo a sapere poco o niente o crediamo di poterlo apprendere dalle cronache dei giornali. Al termine della lettura e del viaggio insieme a Isabel, possiamo dire di conoscere meglio questo angolo del continente africano e anche solo per la sua funzione divulgativa “Il tesoro degli Ashanti” è un piccolo contributo all’avvicinamento tra i popoli.

  4. Michele Costantini

    Una scrittura bella e molto scorrevole, una immersione quasi reale in atmosfere, profumi ed emozioni delle strade africane. Un’Africa che per qualche lettore potrebbe risultare inattesa e sorprendente, così lontana dai cliché della povertà e dell’emergenza umanitaria e anche solo per questo potrebbe valere la pena di leggerlo. Si affronta con leggerezza in poche ore. Da un altro punto di vista potrebbe anche essere la guida per un viaggio alla scoperta di questo bel Paese dell’Africa occidentale e l’invito a superare la paura che prende molti al solo immaginare un viaggio in libertà in questo mondo “altro” anche se poi non più così lontano.

Aggiungi una recensione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.