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Il tempo sospeso

14.00  10.50 

Francesco Baldarelli
anno 2015
198 pp.
ISBN 9788898615735

 

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IL LIBRO

Come ogni storia che si rispetti, anche Il tempo sospeso nasce dall’esigenza di mantenere vivi i racconti del passato. Storie popolari, a metà fra realtà e fantasia, che ci spingono a ricordare l’orrore di tutte le guerre e, soprattutto, l’importanza dei gesti di resistenza. Fra Bellocchi e Fano, un coro di personaggi aspetta la liberazione della città e intanto lotta, vive, si innamora, ascolta la radio e persino balla. In quel tempo sospeso, appunto, i destini si incontrano e le storie personali cambiano per sempre.

L'AUTORE

Francesco Baldarelli è nato a Bellocchi di Fano nel 1955 e si è laureato in Scienze politiche all’Università di Urbino “Carlo Bo” con una tesi sulla storia sociale. Come rappresentante del PCI, PDS e poi DS si è occupato delle istituzioni locali in veste di amministratore e sindaco e ha ricoperto la carica di parlamentare europeo. Da sempre si dedica a tematiche economiche, sociali e ambientali e partecipa ad iniziative culturali e artistiche a livello locale. Attualmente gestisce l’azienda agricola famigliare a Cartoceto e dedica gran parte del suo tempo alla produzione dell’olio extravergine biologico.

RASSEGNA STAMPA

A Bellocchi il cambio di passo della storia. Tanto pubblico alla presentazione del romanzo di Francesco Baldarelli: Il tempo sospeso» Il Messaggero, 15 febbraio 2016

1 recensione per Il tempo sospeso

  1. Adele

    Nella vita di ognuno di noi c’è un tempo sospeso, qualche volta cercato, altre volte imposto. A ciascuno di noi spetta la scelta di come affrontare quel tempo, se rimanere sospesi o darsi una nuova direzione. Francesco Baldarelli nel suo tempo sospeso ha deciso di farsi e fare alla sua comunità un regalo: cristallizzare il tempo perché fosse senza tempo. Nel suo libro c’è l’anima di una comunità a cui, proprio quando la seconda guerra mondiale sembrava volgere alla fine, si è negato di avere più tempo. C’è il racconto del coraggio di chi si è ribellato a quella imposizione, di chi se ne è reso strumento e di chi l’ha subito inesorabilmente. L’autore ci accompagna in questo tempo e scrive come fosse un antico filare di un arazzo che solo alla fine rivelerà la sua forma. La prospettiva muta, come è mutevole l’esistenza, abbattendo ogni pregiudizio e mostrandoci gli eventi per quello che sono. Oltre alla memoria condivisa, il libro ci regala alcuni personaggi preziosi: coloro che, pur avendo perduto tutto, non perdono se stessi. Questo racconto è anche per chi di loro è sopravvissuto; camminando nella loro terra, li saprete riconoscere perché al vostro sguardo risponderanno con un sorriso.

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