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Come spighe tra granaio e campo. Lineamenti filosofico-politici della “questione rom” in Italia

20.00  17.00 

Gabriele Roccheggiani
anno 2013
186 pp.
ISBN 9788898615063

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IL LIBRO

Questo non è uno studio su quel “mondo di mondi” solitamente generalizzato con gli etnonimi “rom e sinti”. Piuttosto, si tratta di una riflessione (filosofico-politica) su noi stessi. Sul nostro modo di simbolizzare, categorizzare e gestire politicamente la presenza secolare di migliaia di persone (italiane e non) definite ancora oggi “zingari” o “nomadi”. Ciò a partire da un’analisi documentale critica, attorno ad una domanda che è anche un dato di fatto storico: perché da decenni la presenza dei “figli del vento” pone una costante ed irrisolta “questione problematica”, se non un’”urgenza”, al nostro apparato politico-normativo? Si è voluto insomma interrogare quello che è il permanere di una complessiva impasse e di una dilazione del provvisorio nel processo della loro inclusione sociale, entrambe condensate nello spazio del “campo nomadi”. Si sono quindi ripercorse ed in parte ricostruite le direttrici più significative della rappresentazione culturale e dei processi di definizione normativa relativi ai “rom e sinti” in Italia. Lungo un percorso diacronico (dalla fine del XIX secolo ad oggi) che vede alternarsi ed intersecarsi differenti principi di azione pubblica (pericolosità sociale, rieducazione, tutela, emergenza), ipotizzati però come come un unico e “bifronte” regime di verità (M. Foucault). Di qui l’importanza, se non la ncesessità, di uno sguardo filosofico-politico. Dei principi di azione pubblica si è quindi soprattutto indagata la legittimazione, la “volontà di verità” che fonda l’esercizio del loro potere. Un potere che non cessa di rappresentare e gestire “rom e sinti” in uno spazio culturale e politico “terzo”, di soglia. Proprio come spighe lasciate crescere, più o meno volutamente, nel tragitto ‘tra granaio e campo’, tra sgomberi e transitorietà.

Indice

L'AUTORE

Gabriele Roccheggiani (Senigallia, 1975) è Dottore di ricerca in Sociologia dei fenomeni culturali e dei processi normativi. Aderisce al Dipartimento di Economia, Società, Politica (DESP) dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, dove è Cultore della materia presso la Cattedra di Sociologia della devianza. Si occupa di processi di controllo e medicalizzazione delle marginalità sociali (con particolare attenzione alle minoranze rom), nonché di studi sull’opera di Michel Foucault e Walter Benjamin. È autore di articoli e saggi pubblicati in riviste nazionali ed internazionali di Filosofia e Scienze Sociali (Isonomia, Studi Urbinati, Études Tsiganes, Identities: Global Studies in Culture and Power), nonché co-autore di Paradossi della fragilità. Critica della normalizzazione sociale, tra neuroscienze e filosofia politica (Mimesis Edizioni).

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